Il contesto
“La Scatola Nera e il suono dell’Antimateria” è una installazione sonora interattiva dell’opera “L’anticamera della morte” di Pinot Gallizio esposta ad Alba negli spazi del Centro studi ‘Beppe Fenoglio’ onlus. che ospita lo “Spazio Gallizio”, luogo di partenza e sede del museo diffuso dedicato all’artista.
La realizzazione dell’installazione rientra nel progetto “Percorsi sensoriali tra storia e arte”, finanziato dalla Fondazione CRC – Bando Musei da Vivere, che vede come soggetto capofila la Città di Alba con il Museo Civico F. Eusebio Alba e come partner il Centro studi ‘Beppe Fenoglio’ onlus.
Il progetto ha inteso sperimentare una proposta di Interaction Design applicato al mondo dell’arte tramite una installazione svincolata dal ruolo “informativo” e capace di coinvolgere l’osservatore attraverso un linguaggio sensoriale e immersivo, non in conflitto e non in sovrapposizione con l’opera stessa.
L’installazione ha generato nel pubblico grande interesse e portato i visitatori a soffermarsi con attenzione sull’opera di Pinot Gallizio, rispondendo anche e in modo efficace alla richiesta di renderla fruibile, in modo inedito e coinvolgente, a soggetti affetti da disabilità visive.
Per approfondimenti sull’opera »
L'idea
L’installazione permette al visitatore di attivare attraverso movimenti del proprio corpo degli eventi acustici associati a zone diverse dell’opera stessa.
L’opera diventa così una partitura invisibile con cui il visitatore può interagire generando effetti acustici sempre distinti e controllati dal proprio movimento.
I suoni sono ottenuti da una decodifica e trasformazione in codici a barre (barcode) di oggetti, date, eventi, coordinate geografiche, successivamente convertiti in sequenze melodiche e miscelati con testimonianze acustiche storiche.
L’intenzione è stata quella quella di accompagnare l’osservazione fornendo un livello di linguaggio e conoscenza diversa salvaguardando gli aspetti filologici e storici.
La progettazione
L’installazione prevede l’utilizzo di un sistema di motion detecting tramite video camera (Kinect V2), in grado di riconoscere e “mappare” lo scheletro di una figura umana e i suoi movimenti.
I nodi dello scheletro ottenuti dalla mappatura vengono inviati al computer e fatti interagire con una mappa dell’opera utilizzata come una partitura.
Ogni volta che un “nodo” dello scheletro entra in contatto con una determinata zona, quest’ultima, in modo analogo a un interruttore, attiva un evento sonoro.
Il suono e i contenuti
Il processo di produzione dei contenuti sonori
è parte fondante dell’installazione.
L’audio utilizzato per la realizzazione degli effetti acustici è stato ottenuto tramite la codifica e reinterpretazione di codici individuati nell’intera opera di Pinot Gallizio, legati al suo tempo, ai suoi luoghi, al lavoro dell’Internazionale Situazionista, alle indagini condotte sui colori e materiali utilizzati dall’artista.
Selezione e codifica
Sono stati selezionati una serie di oggetti, a partire dai tubetti di colore originali e conservati dal Centro studi ‘Beppe Fenoglio’ onlus nell’archivio dello “Spazio Gallizio” a lui dedicato.
Oltre ai colori sono stati selezionati luoghi ed eventi significativi della vita dell’artista, dell’Internazionale Situazionista di cui Gallizio è stato fondatore insieme a Guy Debord, e materiale sonoro recuperato da fonti storiche originali, costituito principalmente da interviste e rotocalchi dell’epoca.
Da qui si è definita una matrice utile alla codifica e successiva trasformazione dei contenuti in codici a barre.
I codici a barre così ottenuti sono stati scansionati per essere trasformati in sequenze melodiche miscelate successivamente a suoni derivanti dalle fonti storiche.
In questo modo si è potuto costruire una partitura a cui associare ogni zona dell’opera, cercando di evitare l’approccio didascalico che sarebbe stato in contraddizione con la storia stessa di un’opera postuma di cui non si hanno testimonianze rilasciate dallo stesso artista in merito al significato di ogni oggetto.
Si è cercato di rendere omaggio al senso più evocativo dell’opera, legato anche alla dinamica del suo ritrovamento, metafora di tracce di vita, scrigno misterioso di memoria e oggetti fermati nel tempo ma vivi nell’antimateria di cui il suono viene proposto come l’attore immateriale per eccellenza.
Audio sample
"Caverna dell'antimateria"
Inaugurazione Galerie Druin di Parigi
“Caverna dell’antimateria” – 145mt di tela
Coordinate geografiche: Rue Visconti 6 Parigi: 48.86 N 2.34 E
Barcode: 0519594886234145
miscelato con: 051959 (Parigi) 719979 = 051959719979 – 5
e suoni ambientali tratti da registrazioni storiche
Trasposizione in scala maggiore e rallentato
1957 Cosio di Arroscia
Foto di gruppo, anno 1957, Località Cosio di Arroscia
Coordinate geografiche: 44.08 N, 7.83 E
Barcode: 44087831957 Formato UPCA
miscelato con voce di Pinot Gallizio
da videointervista storica.
Press
Il 21 Settembre 2019 si è svolta una presentazione in anteprima dell’installazione, con evento di inaugurazione presieduto
da il Sindaco di Alba Carlo Bo, il Presidente della Fondazione CRC Giandomenico Genta,
l’Assessore alla Cultura Carlotta Boffa e la Presidente del Centro Studi Beppe Fenoglio Margherita Fenoglio.
L’inaugurazione si è svolta in concomitanza delle mostre “Per un rinnovamento immaginista del mondo. Pellizza da Volpedo (Taner Ceylan),
Pinot Gallizio (con Constant, Giorgio Gallizio, Asger Jorn, Jan Kotilik e Pietro Simondo), Mario Merz”
presso la chiesa di San Domenico e “Il Congresso di Alba: 1956 – 2019. Per un rinnovamento immaginista del mondo”,
una rievocazione poetica del Congresso d’Alba del 1956.
Scheda tecnica
Motion Detecting Camera
Kinect V2
Software
Max/MSP custom patch
Barcode scan e audio conversion
Barcodas (Mobile app)
Audio Production
Nanostudio
Garageband
Logic
Contatti
Per richieste, nuovi progetti o maggiori informazioni
Credits
“La Scatola Nera e il suono dell’antimateria” è un progetto di
Franz Goria e Gianmaria Vernetti
Realizzato con la collaborazione di Bianca Locura Roagna
e il supporto di tutto il team del Centro studi ‘Beppe Fenoglio ‘onlus’
Un ringraziamento speciale a Danilo Manassero per l’allestimento
a Elisa Di Paola per il supporto al coordinamento
e a Paolo Rastelli (Gazzetta di Alba)
Si ringraziano inoltre
il sindaco Carlo Bo e la Città di Alba
l’assessore alla cultura Carlotta Boffa
il presidente della Fondazione CRC Giandomenico Genta
La presidente del Centro studi ‘Beppe Fenoglio ‘onlus’ Margherita Fenoglio